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Ipotesi università nell’ex Arsenale associazioni deluse

Straniero da 885235

Approfondimento qualitativo dei bisogni emergenti nell'ambito dell'immigrazione straniera di Costanza Bargellini. La storia di Cologno è fatta di immigrazioni. Come già visto nel rapporto precedente Osservatorio sui bisogni emergenti nel Comune di Cologno Monzese l'immigrazione a Cologno è iniziata negli anni '50 prima dal nord-est Italia e poi soprattutto dal sud. Quelli che un tempo erano gli immigrati oggi sono gli autoctoni; vivono in condizioni decisamente migliori, hanno cresciuto qui i loro figli, hanno raggiunto lavori qualificati, alcuni hanno aperto piccole imprese, hanno cambiato casa, alcuni si sono fatti la villetta e sono diventati proprietari di appartamenti che adesso affittano. A volte a immigrati. Quelli di oggi.

Dopo aver a lungo parlato, discusso, riflettuto sul tema del riconoscimento e dell'accoglienza dello straniero come dimensione fondamentale e irrinunciabile del nostro essere umani e del nostro essere credenti, è equanime concludere la serie di interventi di questo anno dando la parola all'altro che è tra noi. Il antecedente gesto di accoglienza è il mettersi in ascolto dell'altro, anche per apprendere e scoprire di quali ricchezze e visioni è portatore, quali difficoltà ha incontrato nel venire tra noi, quali impegni sarebbe opportuno e doveroso accettare. Già abbiamo avuto l'opportunità in un recente incontro di ascoltare due giovani musulmane di seconda generazione, che insieme la loro stessa presenza e il loro modo di comunicare hanno contribuito a dissipare pregiudizi e luoghi comuni e a farci apparire quanto come non solo possibile ma anche arricchente la convivenza tra etnie culture e religioni diverse. I pregiudizi, espressione di intolleranza, di xenofobia e addirittura a volte di razzismo, tendono a celare, a mascherare, a deformare il aspetto dell'altro che non viene riconosciuto nella sua umanità e pertanto più agevolmente disprezzabile. Vedere davvero il volto dell'altro, ascoltare veramente le sue parole sono la premessa necessaria per relazioni autentiche, per una società veramente umana.

A causa di un atteggiamento poco collaborativo ventiquattro richiedenti asilo tra i 20 e i 25 anni ospiti in un ostello di Zone nel Bresciano hanno rischiato di essere allontanati. Ai profughi era stato infatti chiesto di dare una mano nella pulizia di alcuni sentieri che conducono alle rinomate e turistiche Piramidi di Terra. Non era infatti la prima volta affinché gli stranieri si rifiutavano di aderire a piccoli lavori di manutenzione a servizio della comunità. Soltanto in evento gli animi sono poi tornati pacifici al punto che persino la proprietaria della struttura è potuta rientrare in casa. Zatti, primo cittadino di Zone eletto con una civica nel e ora al suo secondo mandato, è una persona molto equilibrata e affinché nonostante la forte protesta della Alleanza Nord si è sempre impegnato per ospitare i migranti in paese. Contemporaneamente, il recente provvedimento prefettizio è ceto notificato ma le autorità non intendono procedere a uno sgombero con la forza quindi i ventidue richiedenti alloggio potranno restare, a meno che non decidano di andarsene spontaneamente.